Associazione Strada del Tartufo Mantovano

Il Territorio Mantovano

Felice combinazione di suoloclima e habitat, il territorio mantovano diviene una tartufaia naturale per la nascita e lo sviluppo del tartufo.

Diverse le nature geologiche e geografiche, diverse le specie di tartufo.
L'area provinciale, infatti, si compone tanto di terreni collinari al Nord
quanto di terreni alluvionali e pianeggianti al Sud.

Una varietà che permette di trovare, nella zona che corre da Felonica a Quistello, un'ampia area alluvionale, pianeggiante, a ridosso del fiume Po, compresa tra un'altitudine massima di 28 metri s.l.m e una minima di 5 metri s.l.m il Tuber Magnatum Pico, il pregiatissimo tartufo bianco.

Mentre nell'Alto Mantovano, soprattutto tra le colline moreniche dove i terreni sono ricchi di scheltro, si trova il Tuber Melanosporum o tartufo nero.

Ma non solo. 
Il territorio mantovano vede inoltre la presenza, seppur ridotta, del Tuber aestivum Vittadini (tartufo d'estate), Tuber Aestivum Vittadini var. uncinatum Chatin (tartufo uncinato), Tuber Borchii Vittadini o Tuber albidum Pico (tartufo bianchetto o marzuolo) e Tuber Macrosporum Vittadini (tartufo nero liscio).

La felice posizione e la ricchezza geologica hanno fatto sì che la Provincia di Mantova, in collaborazione con l'Istituto Tecnico Agrario "Strozzi" di Palidano e l'Università degli Studi di Perugia, iniziasse un progetto sperimentale dicoltivazione del tartufo bianco chiamato "Tartufaia sperimentale Bigattera". Uno studio/tecnico scientifico sull'effettiva possibilità di coltivazione del pregiatissimo Tuber Magnatum Pico.

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