Associazione Strada del Tartufo Mantovano

Ciclo biologico

In condizioni geo-climatiche favorevoli, le spore disseminate nel terreno in prossimità di piante simbionti germinano formando una serie di ife. Quest’ultime, in contatto con le radici circostanti, danno vita al rapporto simbiontico caratterizzato dalle micorrize ovvero il sistema di trasmissione delle sostanze con le radici della pianta da cui, in condizioni ideali di temperatura e umidità, diparte il micelio.

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Questo dà origine alla formazione del corpo fruttifero o carpoforo che maturando sviluppa al suo interno nuove spore ed il suo forte e caratteristico profumo.

 

Grazie al profumo, il tartufo diviene quindi attivamente cercato e consumato dagli insetti e animali, che attraverso il sistema digerente ne disseminano le spore. Una percentuale di diffusione può avvenire anche attraverso il trascinamento dell’acqua quando i tartufi non sono raccolti ed hanno subito la fase di decomposizione.

Non sempre però il tartufo completa il proprio ciclo biologico. Sono molti infatti i fattori di avversità al suo sviluppo. 

Avversità

I principali fattoriatmosferici e fisici, che possono causare danni al tartufo sono: 

- siccità o gelo profondo

- inquinamento ambientale

- insetti come per esempio la mosca del tartufo oltre ad alcuni coleotteri


- malattie delle piante simbionti come ad esempio il mal bianco della Quercia e gli insetti come la Crisorrea e la Diaspari

Anche gli animali che si cibano di questo prezioso fungo costituiscono un'avversità alla sua crescita. Nel contempo, però, sono il tramite primario per la sua diffusione nel territorio.

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